Manutenzione impianti elettrici: gli obblighi di Legge

L’obbligo di eseguire ​la manutenzione su tutti gli impianti elettrici è sancito dal DM 37/08, art. 8. comma 2: ​il proprietario dell’impianto è responsabile dello stesso e deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente​. Si parla semplicemente di impianto elettrico intendendo ogni sua parte, compreso l’impianto di scarico a terra e di protezione contro i fulmini se previsto.

Nel caso specifico prendiamo in esame l’obbligo della manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi di lavoro che è sancito dal Dlgs 9 aprile 2008 n.81 (detto ​testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro​); l’obbligo del datore di lavoro di effettuare regolare manutenzione è richiamato anche dal DPR 462/01 che discende indirettamente anche dall’art.2087 del Codice Civile, dove si cita testualmente:

Tutela delle condizioni di lavoro.
L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Nei luoghi di lavoro la mancanza di manutenzione è penalmente sanzionata, anche se non provoca alcun infortunio. Il datore di lavoro è punito con ​arresto da 2 a 4 mesi o con l’ammenda da 1000 a 4800 Euro​; se invece provoca infortunio si configura la responsabilità per colpa, per non aver cioè agito con diligenza, prudenza e perizia. Infine se la mancanza di manutenzione provoca un danno, senza lesioni a persone, il titolare è tenuto comunque a risarcire chi ha subito il danno.

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Prendiamo in esame adesso l’obbligo della manutenzione per ​attività lavorative ed edifici particolari che hanno una serie di disposizioni legislative aggiuntive.

1) Attività soggette al ​controllo dei Vigili del Fuoco​, cioè tutte quelle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi (vedi elenco completo ALLEGATO I al D.P.R. n. 151/2011 di cui all’articolo 2, comma 2):
DPR 29 luglio 1982 n.577 Art.15

Il responsabile dell’attività per il quale è stato rilasciato ​certificato di prevenzione incendi è altresì tenuto a curare il mantenimento dell’efficienza dei sistemi, dei dispositivi e delle attrezzature espressamente finalizzati alla prevenzione incendi.

DPR 1 agosto 2011, n.151
Inoltre i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e l’informazione di cui al comma 1, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell’attività. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e disponibile ai controlli del Comando dei Vigili del Fuoco.

2) ​Attività turistico-alberghiere​:
DM 9 aprile 1994 Art.14
Siano mantenuti efficienti i mezzi e gli impianti antincendio, siano eseguite tempestivamente le manutenzioni o sostituzioni necessarie e siano condotte periodicamente prove degli stessi ​con cadenza non superiore ai 6 mesi​.
Siano mantenuti costantemente in efficienza gli impianti elettrici, siano eseguite tempestivamente le manutenzioni o sostituzioni necessarie e siano condotte periodicamente prove degli stessi ​con cadenza non superiore ai 6 mesi​.

3) Edifici di interesse storico-artistico destinati a ​biblioteche ed archivi​:
DM 30 giugno 1995 n. 418: Art.9
Siano mantenuti costantemente in buono stato tutti gli impianti presenti nell’edificio. Gli schemi aggiornati di detti impianti devono essere conservati in apposito fascicolo […] In ogni caso tutti gli impianti devono essere sottoposti a verifiche periodiche ​con cadenza non superiore a 3 anni​.

4) Edifici di interesse storico-artistico destinati a ​musei, gallerie, esposizioni e mostre​:
DM 20 maggio 1992 n.569 Art.10
Siano mantenuti efficienti ed in buono stato gli impianti esistenti nell’edificio. In particolare, per gli impianti elettrici, deve essere previsto che un ​addetto qualificato provveda, con la periodicità stabilita dalle specifiche normative CEI, al loro controllo e manutenzione.Gli schemi aggiornati di detti impianti devono essere conservati in un apposito fascicolo […].
In ogni caso tutti gli impianti decono essere sottoposti a verifiche periodiche ​con cadenza non superiore a 3 anni​.

5) Luoghi di ​pubblico spettacolo​ e di intrattenimento:
DM 19 agosto 1996
Devono mantenersi costantemente efficienti gli impianti elettrici, in conformità a quanto previsto dalle normative vigenti.

6) ​Impianti sportivi​:
DM 18 agosto 1996
Il titolare dell’impianto o complesso sportivo, ovvero, la società utilizzatrice, per gli impianti di capienza superiore ai 10.000 posti ove si disputano incontri di calcio, sono rispettivamente responsabili del mantenimento delle condizioni di sicurezza […] delle limitazioni e delle condizioni di esercizio ed a garantire la sicurezza delle persone in caso di emergenza. Per la corretta gestione della sicurezza, devono curare la predisposizione di un piano finalizzato al mantenimento delle condizioni di sicurezza, dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio.

7) ​Edifici scolastici​:
DM 26 agosto 1992
A cura del titolare dell’attività dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici ove sono annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all’efficienza degli impianti elettrici, dell’illuminazione di sicurezza.

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Riassunto degli obblighi di manutenzione per attività lavorative ed edifici particolari

COSA DICE IL COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO (CEI) SULLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI ESTRATTO DALLA NORMA CEI 64-8/6

Premesso che La missione del CEI, quale organo ​super partes​, è quella di elaborare documenti normativi di buona tecnica, partecipare alla stesura e recepire documenti normativi armonizzati europei, partecipare alla stesura di normative internazionali, diffondere la cultura tecnico-scientifica e della standardizzazione.

La frequenza delle verifiche periodiche di un impianto deve essere determinata considerando il tipo di impianto e componenti, il suo uso e funzionamento, la frequenza e la qualità della manutenzione e le influenze esterne a cui l’impianto è soggetto.
L’intervallo di tempo può essere di alcuni anni (per esempio 5 anni o 2 anni) con la eccezione di alcuni casi per i quali, esistendo un maggiore rischio, sono richiesti intervalli annuali o semestrali, per esempio:

  • posti di lavoro o luoghi in cui esistono rischi di degrado di incendio o di esplosione
  • posti di lavoro o luoghi in cui coesistono impianti di alta e di bassa tensione
  • edifici ai quali abbia accesso il pubblico
  • cantieri
  • locali medici

In riferimento ai quadri elettrici di bassa tensione la norma EN 61439-1 (CEI 17-113) ribadisce:

Il costruttore del quadro deve specificare nei suoi documenti o cataloghi le eventuali condizioni per l’installazione, la messa in servizio, il funzionamento e la manutenzione del quadro e degli apparecchi in esso contenuti.
Se necessario, i documenti sopra menzionati devono indicare l’estensione e la frequenza della manutenzione raccomandata.

CONTRATTO DI MANUTENZIONE: ASPETTI CRITICI E RESPONSABILITA’

Riassumendo quanto sopra, il datore di lavoro ha l’​obbligo di mantenere in condizioni di sicurezza e di efficienza gli impianti presenti all’interno della propria attività produttiva. Vi sono poi particolari tipologie di attività (scuole, alberghi, campeggi, ristoranti, attività di pubblico spettacolo) per i quali viene ribadito l’obbligo della manutenzione dell’impianto elettrico e di tenere di un apposito registro.

Per far fronte ai propri obblighi in materia di manutenzione il datore di lavoro può, avvalersi di personale interno oppure di un impresa esterna. Il mancato rispetto delle leggi può determinare responsabilità di natura civile e penale.
L’impresa di manutenzione assume obblighi in relazione ad una manutenzione stipulando un contratto scritto.

L’oggetto del contratto di manutenzione è costituito dalle prestazioni che l’impresa di manutenzione si impegna ad eseguire a fronte del corrispettivo pattuito. Con riferimento a tale aspetto, nel contratto occorre senz’altro specificare: Quale è l’impianto oggetto della manutenzione, quale è il tipo di manutenzione e le modalità di intervento da eseguire, per minimizzare gli errori è bene prevedere un elenco analitico degli interventi e un cronoprogramma. Contratti carenti possono dar vita a ​contestazioni sui pagamenti delle prestazioni (ambito civile), ​richieste di risarcimento dei danni dovuti a difetti di manutenzione (ambito civile), ​responsabilità in caso di infortunio (ambito penale),

Obblighi dell’impresa di manutenzione

L’impresa di manutenzione è tenuta ad adempiere con diligenza all’incarico ricevuto, effettuando le prestazioni in esso previste a regola d’arte.
Se i controlli effettuati evidenziano che gli interventi sono eseguiti manifestamente non a regola d’arte, è necessario che il datore di lavoro receda dal contratto (è opportuno a tal fine, prevedere una specifica clausola contrattuale).

Per quanto riguarda i componenti da sostituire perché non adeguati, con altri idonei sono generalmente esclusi dai contratti e devono essere regolamentati con accordi specifici altrimenti rischiano di ricadere sull’impresa di manutenzione, che comunque deve eseguire il lavoro a regola d’arte.
Infine è necessario che l’impresa segnali eventuali altre carenze di sicurezza dell’impianto elettrico al datore di lavoro che ne è responsabile, la cui rimozione esula dall’incarico ricevuto.

Il registro dei controlli manutentivi

Il datore di lavoro deve provvedere a controllare periodicamente lo stato di conservazione e di efficienza, ai fini della sicurezza, degli impianti elettrici e di protezione dai fulmini dove previsto. L’esito dei controlli deve essere verbalizzato a cura del datore di lavoro e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.

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